MISERIA E NOBILTA' - TEATRO SOCIALE

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La farsa Miseria e Nobiltà - scrive Michele Sinisi - è uno degli spartiti teatrali più affascinanti che un attore possa incontrare. Il dramma di questo testo sta nel suo percorso storico con le facce, le maschere, dei grandi interpreti del passato. Alcuni passaggi del testo sono un collante sociale: Mito.
Tutto questo per me è Miseria e Nobiltà. È un dramma che sta contemporaneamente dentro e fuori la scena, un po’ come stare dentro e fuori dal personaggio, o da se stessi: è miseria e nobiltà del mestiere del vivere recitando. la storia di Felice Sciosciammocca dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni, che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia. Svincolandosi dalla cifra partenopea dell’originale di Scarpetta, questo allestimento gioca con i dialetti, restituendo la complessità di una commedia tutta italiana. Un’occasione per interrogarsi sulla vita e il teatro di oggi.


TEATRO SOCIALE DI ROVIGO
venerdì 15 febbraio 2019 ore 21.00
COMPAGNIA ELSINOR
Miseria & Nobiltà
dal testo di Eduardo Scarpetta
scritto da Michele Sinisi
con Francesco M. Asselta
regia Michele Sinisi
e con Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D'Addario, Giulia Eugeni,
Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster,
Bruno Ricci, Michele Sinisi
 
NOTE DI REGIA
C’è tutta una grande strada, molto bella con cui noi attori cerchiamo in prova e in replica di sistemarci addosso le parole e le azioni, e
contemporaneamente ce n’è un’altra attraverso la quale le storie le raccontiamo riconducendole totalmente a noi stessi o anche generandole a partire proprio da noi. Ogni possibilità sottende comunque il fatto che la nostra umanità sia la vera protagonista della scena, che ci siano o no maschere, testi, le emozioni o le interpretazioni, in presenza o meno di struttura, il dramma anche nel suo rifiuto finisce per farsi sentire, in forme imprevedibili si spera. Beh, per fare tutto ciò resta il fatto che in scena bisogna starci ed è praticamente sicuro che il tutto bisognerà ripeterlo per qualche altra recita, mi auguro: bisogna recitare, da qui non si scappa, se sei a teatro. In alternativa la vita nella verità è più forte e schiaccia la presunzione.
Michele Sinisi